Menz, Etiopia, foto J. Isaac 1985, Photolibrary Fao, per gent. autorizz.

Terra, acqua, energia in un rapporto sullo stato del Globo

Per millenni l'uomo si è appropriato delle risorse della natura senza alcuna preoccupazione per le ripercussioni delle proprie azioni sugli equilibri idrologici, climatici, biologici: per le sue limitate capacità di prelievo il mondo non aveva confini. Le trasformazioni antropiche si realizzavano, peraltro, con lentezza secolare, così che le associazioni floristiche e zoologiche si riplasmavano lentamente, parallelamente agli interventi delle società umane, che, seppure senza percepirlo, erano indotte ad adeguare la propria opera alle reazioni della natura. Gli strumenti di alterazione della natura assicurati alle società umane dalla scienza e dalla tecnica consentono di sovvertire in pochi anni, o mesi, l'assetto millenario di intere regioni, determinando effetti di ordine successivo destinati a manifestarsi nell'arco di decenni, quando non sarà più possibile correggere gli interventi che li hanno prodotti. L'uomo dispone degli strumenti per distruggere il mondo in cui vive, e forze prepotenti, dalla crescita demografica a quella industriale, lo inducono al consumo incontrollato delle risorse indispensabili alla vita futura delle società civili. Maturate in occasione delle recenti crisi energetiche e alimentari, delle avvisaglie di future crisi idrologiche, le prime riflessioni sulle conseguenze del ritmo assunto dalla modificazione della natura, un istituto di ricerca americano propone il confronto sistematico dei risultati delle nuove indagini mediante la pubblicazione di un rapporto annuale sullo stato delle relazioni tra l'uomo e il Pianeta. Coordinato da uno dei protagonisti delle polemiche sugli equilibri ambientali degli anni recenti, costruito attraverso l'esame comparato dei dati elaborati da centinaia di organismi diversi, il rapporto rappresenta fonte doviziosa per aggiornare le conoscenze di quanti, ricercatori, responsabili politici e amministrativi, operano sul terreno dei rapporti tra la società umana e le risorse naturali.

Genio rurale, XLIX, n.4, aprile 1986



Tutte le agricolture futuribili

Summit della scienza e della tecnologia agraria, convocato da Nomisma, sul futuro dell’agricoltura del Pianeta. Al di là degli interessi finanziari e commerciali, di cui discutono, poco riservatamente, i patron dell’incontro, Prodi e Gardini, gli scienziati pronosticano che il 2000 sarà tornante capitale per i rapporti tra l’uomo e le risorse del Pianeta. Se tutti concordano, tuttavia, nel reputare la scadenza capitale, le divergenze sono incolmabili sulla configurazione del quadro oltre il traguardo. Uniche certezze nel quadro incerto, la constatazione che viviamo in un periodo interglaciale, e che la terra potrebbe raffreddarsi e ridurre le potenzialità agricole, mentre la popolazione del Globo continuerà, nei decenni futuri, a dilatarsi

Terra e vita, n° 38, 1986



Fame nel mondo: manca il cibo o il denaro per acquistarlo?

Ricevuto all’Università di Firenze per la consegna della laurea honoris causa, il premio Nobel professor Amartya Sen pronuncia l’allocuzione di rito proponendo la propria dottrina sul problema dell’alimentazione del Pianeta. Produrre cibo non presenterebbe autentiche difficoltà, secondo l’economista indiano: l’unico problema sarebbe assicurare un reddito a milioni di famiglie che il cibo non possono acquistare. Disponendo di un reddito non farebbero fatica a procurarselo. La tesi, seducente, è in stridente contrasto con i dati più recenti della Fao, che denunciano la crescente difficoltà a ottenere, dalle risorse già sfruttate, produzioni maggiori. Se il potere di acquisto dei popoli poveri aumentasse, è difficile prevedere che la loro domanda potrebbe essere soddisfatta

Previdenza agricola, LI, gennaio 2001



Il Nobel Borlaug: pensare a un pianeta popolato da nove miliardi di uomini

A Bologna per un convegno internazionale l’uomo i cui frumenti hanno permesso di nutrire l’Asia risponde ai quesiti capitali sul futuro della ricerca genetica, chiamata a soddisfare i bisogni degli abitanti del globo che soffrono la fame, dei tre miliardi di uomini che si aggiungeranno alla popolazione attuale

Agricoltura, XXXI, 7-8, luglio-agosto 2003



L’Asia abbandona il riso: è la più grande rivoluzione alimentare della storia

L’ultimo notiziario della Fao propone due notizie chiave. Dopo quattro anni le produzioni cerealicole hanno tornato a superare i consumi: la penuria è scongiurata. Ma l’Asia pare consumare meno riso, più frumento e più mais: la prova di una mutazione degli equilibri alimentari destinata a trasformare l’economia del Pianeta

Spazio rurale, L n. 3, marzo 2005



L’agricoltura grande sfavorita nella contesa per l’acqua

Produrre una tonnellata di cereali richiede 1.000 tonnellate d’acqua. Se l’umanità dovrà raggiungere la produzione di 4 miliardi di tonnellate di cereali il suo fabbisogno idrico sarà imponente. Ma nuovi invasi sono di realizzazione sempre più ardua, industrie e usi civili sottraggono all’agricoltura quantità d’acqua crescenti

Spazio rurale, L, n. 7, luglio 2005



Segnerà l’acqua il limite dello sviluppo economico mondiale?

Un recente convegno ferrarese ha costituito l’occasione per una riflessione sui rapporti tra le disponibilità idriche e lo sviluppo economico del Pianeta. Mentre le necessità si moltiplicano le disponibilità si contraggono, e si profilano tra le utilizzazioni alternative conflitti sempre più acuti. I consessi internazionali discutono se l’acqua costituisca un diritto di tutti gli uomini o il privilegio di chi controlla i grandi fiumi e gli acquiferi. Mentre le conferenze internazionali non decidono, chi ne ha la forza si appropria della prima risorsa per la vita del Globo

Spazio rurale, LI, n. 3, marzo 2006




Politica del territorio in Emilia Romagna. La chimera dello sviluppo “sostenibile”

Uno slogan domina la vita politica dell’Emilia Romagna, i cui amministratori, dalla Giunta regionale a quella del più piccolo comune di montagna, proclamano che i principi con cui governano il territorio sarebbero quelli dello “sviluppo sostenibile”. Un recente rapporto sull’ambiente rivela che, cessata la crescita demografica, arrestatosi lo sviluppo economico, il dilagare del cemento negli spazi agricoli procede a un ritmo tale da annullare, in quindici decenni, una pianura conquistata alle acque in tre millenni.

Spazio rurale, LI, n.8/9, agosto-settembre 2006



Due rivali contendono il pianeta: l’uomo e l’automobile. Gli esiti del match non sono prevedibili.

L’ascesa dei prezzi del petrolio sta moltiplicando, nel primo produttore di cereali del Globo, gli impianti per la produzione di etanolo, il cui numero non può non influire sulle capacità di esportazione. La recente ascesa del prezzo del mais non potrebbe essere ritenuto evento casuale, potrebbe preludere a nuovi equilibri del mercato mondiale

Spazio rurale, LII, n.5, maggio 2007



Dollaro, petrolio, grano, tre variabili, un’incognita nell’equazione del Pianeta

Dopo due lustri di cedimenti il dollaro è crollato: le autorità monetarie americane hanno abbandonato ogni tentativo di restituirgli il ruolo di termine degli scambi internazionali. Probabilmente hanno verificato che l'economia degli Stati Uniti non è più in grado di dominare l'economia del Pianeta. Tentare dissanguerebbe inutilmente la ricchezza americana. Perduto il proprio valore il dollaro non si scambia più con l'energia secondo il vantaggioso rapporto del passato: per disporre di una nuova moneta gli Stati Uniti hanno deciso di interrompere la fornitura di mais agli allevamenti dell'Europa e dell'Asia. Convertito in energia il mais americano sarà il nuovo strumento della potenza a stelle e strisce. I paesi che, privi di mais, non potranno più produrre carne, dovranno comprare carne americana ai prezzi che deciderà Washington

Spazio rurale, LIII, n. 8-9, agosto-settembre 2008



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