Passo Serre, Sestola, foto A. Saltini 1960. Archivio Nuova terra antica

FERMARE IL DECLINO - La ¨prima¨ modenese di Michele Boldrin

L´incubo del naufragio nazionale inquieta il sonno degli italiani, che per addormentarsi raddoppiano le ore di televisione convincendosi, per assopirsi, che l´evento non si verificherà, comunque, domani, è rinviato a dopodomani. Repentinamente un manipolo di economisti italici con cattedra nelle più prestigiose università americane infrange la quiete nazionale proclamando che non si può più aspettare, che si debbono gettare in mare comandante e ufficiali della nave Italia, sottrarre loro il timone, felicemente diretto al mare degli iceberg, e mutare radicalmente rotta. Chi non lo farà guadagnerà la condanna di figli e nipoti, che la sua inerzia destina a vivere in un paese a metà tra decadenza romana e torpore ottomano. Quanti italiani ascolteranno l´invito, quanti conteranno ancora che furbizia e fortuna li esonerino, ancora una volta, da ogni scelta?

14 novembre 2012



A Palermo la conferenza agricola regionale

Acceso dibattito sul decentramento delle funzioni amministrative. Duro attacco comunista al clientelismo della gestione democristiana. L’arabesco oratorio del presidente della regione Mattarella per la ricomposizione dei contrasti.

Terra e vita, n. 7, 17 febbraio 1979



L'autunno più freddo nel pianeta degli eurocrati

Riunioni formali e conversazioni confidenziali, a Bruxelles, durante un incontro di giornalisti agricoli con funzionari della Commissione. Il singolare lavoro di chi elabora perfetti progetti per rimetterli alla lotteria del confronto politico. La competizione per l'informazione, che vede vincenti i grandi inviati che operano con le forme di una nota organizzazione italiana. Solo schierando uomini di prestigio si può pretendere il ruolo di paese di prima grandezza.

Terra e Vita , n. 46, 23 novembre 1985



Il crepuscolo della borghesia agraria

Della storia della coltura della terra sono stati protagonisti, nella lunga vicenda dell'Europa medievale, rinascimentale e moderna, nobiltà, clero e contadini. Attorno ai primi centri urbani alle tre classi se ne è aggiunta una quarta: la borghesia, che soprattutto in Italia è stata protagonista dell'evoluzione fondiaria e, attraverso il potere fondiario,degli equilibri politici. Ma l'erosione della mezzadria e dell'affitto ne ha dissolto il potere sulla terra, la cui elargizione gratuita è stata caposaldo della politica elettorale dei grandi partiti popolari.

Terra e Vita , n. 12, 21 marzo 1987



Demetrio Zaccaria e La Vigna: dall'avventura del bibliofilo all'istituto di cultura

Il secondo anniversario della morte di Demetrio Zaccaria propone l’occasione per riflettere sul significato dell’istituzione che un grande collezionista e bibliofilo ha voluto creare perché il frutto della propria passione si convertisse in strumento di studio per i cultori delle discipline agrarie, perché le testimonianze della cultura dei secoli trascorsi raccolte in anni di paziente collezionismo divenissero lo strumento attraverso il quale creare espressioni di cultura nuove, quegli studi sul divenire dei rapporti tra l’uomo e le risorse agrarie che non possono prescindere dalla conoscenza della configurazione degli stessi rapporti nel corso dei millenni. La celebrazione suggerisce, insieme, la necessità di delineare la geografia delle istituzioni di cultura agraria nazionali, il contesto entro il quale la Biblioteca voluta da Zaccaria dovrà inserirsi proponendo, nel quadro complessivo, una presenza originale ed una voce nuova

Commemorazione tenuta il 26 Novembre 1994, da G. Luigi Fontana, Mario Bagnara, Francesco Vianello, Demetrio Zaccaria e la Biblioteca Internazionale "La Vigna", "La Vigna", Vicenza, 2008



Tra silenzio e noia si conclude a Perugia il processo sullo scandalo Federconsorzi

Parturiens montes, nascitur ridiculus mus. L’antico aforisma latino ha costituito la nota ispiratrice dell’arringa con cui il sostituto procuratore Dario Razzi ha concluso il processo per lo scandalo fallimentare più inquietante dell’intera storia d’Italia. Indotto forse dall’omertà della grande stampa, che sulla vicenda, a palese beneficio degli imputati, ha mantenuto, per cinque anni, il più rigoroso silenzio, il Pubblico ministero, che pure aveva manifestato il proposito di scrivere senza reticenze una pagina di storia nazionale, pare avere invitato, con un’arringa che non menzionava una sola prova, e la richiesta dei minimi di pena, la Corte ad assolvere i protagonisti della più disinvolta appropriazione di un patrimonio collettivo deciso dalla grande politica, perpetrato dalla grande banca, sancito, si dovrà riconoscere, dalla Magistratura.

Il giornale dell’Umbria, 21 settembre 2002
Il corriere dell’Umbria, 26 settembre 2002







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