L'immagine di un'agitazione contadina alla fine degli anni Quaranta nel Ferrarese.
Archivio fotografico del Centro di documentazione storica - Centro etnografico del Comune di Ferrara, per cort. autorizz.

Lo scontro mezzadrile nelle campagne bolognesi

Nel 1995, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione, l’Unione provinciale degli agricoltori di Bologna decide di suggellare la ricorrenza rievocando gli anni della prima attività: per offrire un contributo alla storia di un periodo dimenticato, ove non alterato, dalla saggistica sugli anni in cui è nata la Repubblica, decide di sottoporre all’analisi storica il materiale contenuto in una cassaforte di cui i successivi presidenti hanno conservato la chiave senza esaminarne il contenuto. Il forziere contiene un dossier di lettere, relazioni, circolari, intimazioni, che corredano due elenchi di agricoltori uccisi nel corso della vertenza che, iniziata, clandestinamente, prima della Liberazione, si è sviluppata, fino al 1946, con la pretesa, da parte della Federterra, il sindacato contadino, di imporre, unilateralmente, la radicale ristrutturazione del contratto di mezzadria, ricorrendo, per piegare la controparte decisa a non cedere, a minacce, molte delle quali seguite dalla scomparsa, dopo il “prelevamento” notturno, di possidenti agrari. Incaricato dell’esame dei documenti l’autore verifica, preliminarmente gli elementi che possano indurre dubbi sulla loro autenticità, quelli che ne attestino l’autenticità. Essendo costituita, parte cospicua del materiale, da circolari della Federterra, che incitano alla lotta e alla “persecuzione” dei concedenti, ricerca la conferma della corrispondenza agli originali negli archivi bolognesi della Cgil, dove sono stati riuniti gli archivi dei sindacati collegati dei primi anni della Repubblica, e verifica che il primo documento della Federterra conservato è costituito dagli atti del secondo congresso, celebrato nel 1948: i documenti precedenti, compresi quelli del primo congresso, convocato, nel 1946, dal segretario regionale che ha condotto il conflitto clandestino e la vertenza nei primi anni di legalità, Giorgio Volpi, sono stati eliminati: la prova che il contenuto ne impedisse la conservazione negli archivi di un sindacato operante nella legalità repubblicana. La constatazione, confermata da altre parallele, consente di identificare nel dossier bolognese una testimonianza di tragico, straordinario valore della lotta contadina che le forze partigiane di matrice comunista condussero, in alcune province emiliane, come prolungamento naturale della lotta di liberazione.

Da Aa. Vv., Cinquant'anni di storia dell'Unione degli agricoltori
della provincia di Bologna
, introduzione di Giorgio Cantelli Forti, Bologna,
Unione agricoltori della provincia di Bologna, 1998









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