Fondazione Nuova Terra Antica

VOLUME IV
L’ETÀ DELLA MACCHINA A VAPORE E DEI FERTILIZZANTI INDUSTRIALI

La Rivoluzione agraria, evento eminentemente empirico, sta lentamente dilatando i propri effetti alle campagne europee quando l’agricoltura è investita da una diversa, più radicale rivoluzione, la rivoluzione che, unendo saldamente l’agronomia alla chimica e alla fisiologia vegetale, ne farà branca dell’universo scientifico. Alfiere della rivoluzione è un chimico tedesco, Liebig, che nel 1840 scrive il primo trattato di chimica agraria. L’opera traduce abilmente, sul terreno agronomico, la scoperta di uno dei maggiori precursori della biologia moderna, De Saussure, il primo naturalista ad avere spiegato, nelle esatte proporzioni stechiometriche, il meccanismo della fotosintesi. Singolarmente, nessun agronomo ha compreso, per trentacinque anni, la portata travolgente della scoperta. Liebig ne fa il fondamento di un immenso successo accademico e pubblicistico. Sedotto dal successo, a deduzioni rigorose il chimico tedesco somma errori clamorosi, che nel clima fervente della scienza ottocentesca sono denunciati dagli avversari inglesi, Gilbert e Lawes, innescando la prima grande polemica internazionale sulle fondamenta dell’agronomia. Il volume esamina il contributo al progredire della chimica agraria dei maggiori naturalisti dei decenni successivi, Boussingault, Gay Lussac, Payen , Persoz, De Gasparin, fondatore altresì della fisica del suolo, autore di una originalissima dottrina economica, di cui Saltini evidenzia per primo i peculiari legami con la filosofia di Comte. Dallo scenario europeo fissando l’obiettivo all’Italia, il volume rileva il grave ritardo attestato dal successo cinquantennale delle opere di Re, l’agronomo che ha continuato, nel decennio successivo a Lavoisier, a immaginare la materia in termini aristotelici, i cui scritti fondano le conoscenze agrarie italiane fino al 1855, quando due grandi agronomi, il toscano Ridolfi e il lombardo Cantoni, aggiornano la cultura agraria nazionale, nel cui alveo voci molteplici continueranno a rivendicare le certezze che tutti, in Europa, hanno abbandonato.

1- Tra Germania, Svizzera e Austria la stagione degli agronomi educatori (Fellemberg, Schwerz, Schoenleutner, Burger)
2- Nella chimica agraria e nella fisiologia vegetale le fondamenta della nuova agronomia (Liebig)
3- Dalla germinazione del seme alla manipolazione delle derrate vegetali, le metamorfosi delle molecole organiche (Boussingault)
4- Nei campi della prima stazione sperimentale il compimento della Rivoluzione agraria (Lawes, Gilbert)
5- Il cavaliere inglese contro ilo barone tedesco (Lawes, Liebig)
6- La macchina diffonde nei campi la Rivoluzione industriale (Ongle & Brown, Burgess & Key, Mc Kormick, Heatcoat)
7- Istituzioni pubbliche e prosperità agraria (Poggi)
8- Economia dei processi fisiologici nel manifesto dell’agronomia positivista (De Gasparin)
9- In sei volumi lo scibile agrario del Diciannovesimo secolo (id.)
10- Il suolo, la sua origine, la sua composizione, le sue proprietà fisiche (id.)
11- Il bisogno dell’uomo stimolo per lo sviluppo dell’agricoltura (id.)
12- Tra esperienza biologica e pregiudizi teorici il dibattito sulle crittogame parassite (Persoon, Fries, De Bary)
13- Indagine agronomica e riflessione economica per la prosperità della collina mediterranea (Ridolfi)
14- Nell'esame critico delle pratiche tradizionali il legato della scuola agraria toscana (id)
15- Specie vegetali e animali, pratiche agronomiche per rinnovare l'agricoltura collinare (id)
16- Nella prima enciclopedia agraria italiana il lascito della tradizione napoletana (Bruni)
17- L’analisi degli assetti aziendali dell’apostolo dell’unità agraria d’Italia (Cuppari)




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