Per ricordare un antifascista coraggioso, maestro di conoscenze agrarie, Egidio Rebonato

Appello


In età fascista l’agronomia italiana vestì, unanime, la camicia nera. Per ragioni di autosufficienza alimentare e bellica il Regime dimostrò grandi attenzioni per il progresso agronomico: praticamente senza eccezioni gli agronomi aderirono ad un programma che proponeva di riscattare il Paese dal grave ritardo rispetto alle altre nazioni d’Europa, che assicurava a chi partecipasse all’impresa incarichi onorevoli, mezzi operativi, prestigio politico. Portarono con orgoglio la camicia nera Giuseppe Tassinari e Arrigo Serpieri, Nazareno Strampelli, Giuseppe Medici, Alberto Oliva, Luigi Perdisa, Alfonso Draghetti, Aldo Pagani. Si sarebbe dissociato dai colleghi, per questo rinunciando a incarichi ed emolumenti, Manlio Rossi Doria, ricordato come l’unico antifascista nella schiera degli agronomi di prima grandezza.

L’Italia non ha mai tributato gli onori che merita ad un antifascista coraggioso, Egidio Rebonato, che, lasciata, per dissenso, l’Italia, emigrò in Messico, dove le doti di agronomo lo avrebbero condotto ai gradini più alti della disciplina nel Paese, docente universitario e tra i fondatori della Facoltà di agraria di Aguascalientes, la cui biblioteca porta il suo nome: uno degli alfieri dell’agronomia moderna nell’America centrale.

Chi scrive conosceva il nome di Rebonato al Cimmyt, l’Istituto internazionale per il miglioramento del mais e del frumento, che visitava nell’aprile del 2000, il cui responsabile delle relazioni con gli organismi internazionali, Gregorio Martinez, discepolo di Rebonato, gli chiedeva notizie sulla vita del maestro prima dell’emigrazione. Espressione, verosimilmente, della riservatezza della persona, Rebonato non avrebbe mai parlato della vita in Italia ai discepoli più affezionati, non ne avrebbe parlato, secondo Martinez, neppure ai figli, che della vita del padre in Italia non avrebbero conosciuto nulla.

Le uniche notizie che il dottor Martinez forniva a chi scrive sull’antico docente era il nome della città natale, che sarebbe stata Novara, e della città degli studi universitari, Bologna. Le ricerche tentate a Novara non portavano ad identificare alcun indizio, quelle condotte a Bologna conducevano alla verifica che la cartella personale risultava smarrita, evento non inspiegabile per un esule antifascista, ma il registro dei laureati registrava la tesi di laurea, il 27 maggio 1914, di Egidio Rebonato, residente a Nogara.


           
Egidio Rebonato con la famiglia, probabilmente il giorno della laurea, in una foto reperita dalla Biblioteca civica di Nogara.

Chiarito l’errore del discepolo messicano chi scrive entrava in contatto con il responsabile della Biblioteca civica di Nogara, signor Luca Santoro, che intraprendeva qualche ricerca informandolo che Rebonato aveva attivamente partecipato, prima dell’espatrio, alla vita politica locale e che erano noti parenti veronesi, e gli inviava una fotografia frutto delle prime ricerche. Il signor Santoro procurava a chi scrive due incontri con le autorità politiche locali, il sindaco e l’assessore alla cultura, che manifestavano l’entusiasmo per la possibilità di ricordare un antifascista assurto, come studioso, a fama internazionale, promettendo di promuovere ricerche, dopo le quali avrebbero informato chi scrive dei risultati, per organizzare una celebrazione cui avrebbe potuto essere invitato, quale autorevole discepolo, il dottor Martinez. Il secondo incontro, con l’assessore alla cultura, si concludeva, all’inizio dell’estate del 2002, con la solenne promessa che, conclusi gli impegni per il programma estivo di musica rock, la signora si sarebbe dedicata al grande conterraneo come impegno prioritario, per scrivere una pagina di storia dell’antifascismo veronese e dell’agronomia internazionale. Tutte le telefonate tentate in autunno, quando, ragionevolmente, il programma di musica rock doveva reputarsi concluso, venivano evase, fino a costringere chi scrive a rinunciare ad ogni tentativo. Anche le telefonate ad istituzioni culturali di Verona erano accolte con impegnative promesse di interesse futuro, alle quali non seguiva l’espressione di qualunque impegno.

Assolvendo ai propositi di una fondazione nata per lo studio dei problemi dell’agricoltura nei paesi dove le carenze alimentari sono più gravi, per ricordare un antifascista che ha onorato l’Italia promuovendo il progresso agrario in uno dei paesi dove esso è stato e costituisce tuttora esigenza impellente, Nuova terra antica si appella agli studiosi di agronomia, ai cultori di storia locale, ai responsabili delle istituzioni culturali venete, in particolare veronesi, perché promuovano la ricerca degli elementi di conoscenza necessari a comporre i primi capitoli di una biografia che dovrà essere, necessariamente, completata con la cooperazione dell'università in cui Egidio Rebonato ha professato il proprio insegnamento.

Antonio Saltini



© 2008 itempidellaterra.org. All right reserverd. Any use of the images in forbidden