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Una politica agraria nel segno di Pulcinella

Dal Collio agli Iblei.
Una politica agraria nel segno di Pulcinella

Antonio Saltini

1981 - 2005

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Indice

INCERTEZZE E CONTADDIZIONI DEL DIBATTITO SULLA TUTELA DELLE SUPERFICI AGRARIE

Continua a ritmo incessante, a tutte le latitudini del Paese, la sottrazione di ampie superfici, in modo particolare in pianura, alla produzione agricola, da parte delle attività edificatorie. Dopo la lunga indifferenza degli anni del “boom” industriale, quando economisti ed amministratori pubblici erano concordi nel proclamare la corrispondenza di ogni metro di terreno di terreno agrario edificato a un metro di progresso economico, la compressione di un’agricoltura già povera di spazi entro confini sempre più angusti ha iniziato a suscitare allarme prima tra le forze agricole, poi in sfere più ampie dell’opinione pubblica. Le nuove apprensioni si sono venute componendo con l’opposizione, per anni inascoltata, che una schiera esigua di intellettuali, preoccupati del patrimonio paesaggistico del paese, esprimeva contro le forme assunte dall’edificazione incontrollata di cui erano teatro le coste, le aree collinari e montane, le campagne testimoni del millenario impegno dell’uomo a plasmare il territorio della Penisola. Insieme, i due ordini di riserve sono confluiti nelle istanze per la difesa del territorio che, pure nella genericità dell’ispirazione, possono essere definite la nuova “filosofia” ecologica. Nonostante il diffondersi dell’allarme, assolutamente indifferenti al problema della tutela degli spazi agricoli appaiono, ancora, i titolari delle amministrazioni locali, responsabili diretti del controllo dell’edificazione, la cui unica preoccupazione appare quella di imporre la propria mediazione sull’occupazione dei suoli, impegnandosi comunque ad assecondare le richieste di spazio avanzate dalle forze economiche e sociali di cui sono espressione, e alle quali sono legati da vincoli politici ed elettorali.

tratto da: Genio rurale, XLIV, giugno 1981

 

 

Un promotore estroso ha lanciato, contro il costume americano del fast food, uno slogan di successo: folle plaudenti hanno accolto il verbo del nuovo edonismo gastronomico. Singolarmente, i responsabili della politica agraria hanno convertito un messaggio pubblicitario in dottrina agropolitica, che oggi è incapace di spiegare le sciagure che investono settori sempre più numerosi, e capitali, dell’agricoltura nazionale.

tratto da Spazio rurale L, n. 10, ottobre 2005

 


L’Italia pretende il primato mondiale della produzione di supreme specialità enogastronomiche? A Bruxelles tutti i nostri partner sarebbero impegnati, secondo un osservatore dalla lunga esperienza nella capitale dell’agricoltura europea, a lusingare le vanità dei nostri ministri agricoli: il vostro futuro di venditori planetari di lardo di Colonnata è sfolgorante! Non preoccupatevi di latte, carne bovina e cereali: mentre voi propagandate prelibatezze, a rifornire i vostri supermercati pensiamo noi

tratto da Spazio rurale, L, n. 12, dicembre 2005